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Cari genitori tenete i vostri figli lontano dai social media

Questa è una lettera che dedico a tutti i genitori e a quelli che lo saranno un domani

In questi giorni non si fa altro che parlare della bimba morta per la sfida su TikTok. Le forze dell’ordine stanno indagando sul caso per istigazione al suicidio mentre il Garante per la protezione dei dati personali ha disposto il blocco di TikTok per tutti gli account a cui non sia stata accertata con sicurezza l’età anagrafica.

Detto ciò, sono tanti i media che hanno subito attaccato i social network, ancora una volta.

Quello che vorrei condividere con voi è un pensiero che da sempre sostengo: c’è un tempo per tutto e di certo per i bambini non è ancora il momento di esporsi sui social.

Siamo spesso pronti a puntare il dito verso gli altri senza soffermarci anche sui nostri errori.

Cari attuali e futuri genitori, negli ultimi tempi bisogna stare sempre dietro ai propri figli, ci sono cose che loro possono fare ed è auspicabile che provino; altre, invece, alle quali non dovrebbero assolutamente avvicinarsi, come i social media appunto.

Ma non dipende anche da noi adulti: dipende soprattutto da noi adulti.
La prima cosa che facciamo quando vediamo il piccolo piangere è dargli prontamente uno smartphone o un tablet in mano “così sta buono”.

Quando io ero piccolo e piangevo, mia madre non aveva di certo il cellulare per calmarmi con l’applicazione di YouTube incorporata. Ormai siamo così presi da noi stessi, dalle nostre carriere e dal portare avanti la nostra vita sui social, che abbiamo assunto un atteggiamento più pigro verso i più piccoli.

Il nostro scopo è educarli, far scoprire loro il mondo un passo alla volta e nel momento giusto. Il digitale per i bambini è il futuro e con il nostro aiuto, si spera, non commettano i nostri stessi errori, come praticare o essere vittime di cyberbullismo o bullismo digitale, tutto ciò che si traduce in un comportamento imbarazzante, umiliante, molesto e soprattutto violento verso gli altri, attraverso una tastiera. 

Vi riporto il caso di Amanda Todd un’adolescente di 15 anni che venne trovata senza vita in casa sua il 10 ottobre 2012. Prima di suicidarsi pubblicò un video su YouTube: al suo interno raccontò la propria esperienza di vittima del cyberbullismo.

Questo perché? Perché i social hanno dato la parola a tutti e invece di farne buon uso, alcuni esponenti confermano la propria ignoranza senza sapere ragioni.

Allora chiediamoci: è questo che vogliamo insegnare ai nostri figli?
Non credo proprio! Quindi il mio consiglio è quello di impegnarci a trasmettere la vera cultura e il buon uso della tecnologia e del digitale.

Come possiamo farlo? Potremmo portare questa nuova materia nelle scuole, realizzare dei laboratori per spiegare ai giovani il corretto uso dei vari canali social e del digitale. 

Ricordiamoci che i social network hanno creato lavoro e dato la possibilità alle attività di farsi conoscere e rimettersi in gioco. Non diamogli allora la colpa, ma facciamo noi più attenzione; usiamoli con criterio e, soprattutto, non diamoli in mano ai più piccoli perché una parte del mondo, ancora oggi, si sente un leone da tastiera non curandosi di quanto possa essere crudele e far del male. 

In questo caso non c’è una vera e proprio regolamentazione e prevale la legge del più forte a scapito di chi, come un bambino, non riesce a distinguere da solo il bene dal male.

Foto di Andrea Piacquadio

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